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Un giorno tutto questo

L51

Editore: Casta Editore

Autore: Andrea Lerario

ISBN: 9788885618183

Collana: Narrativa

Anno di edizione: 2020

Pagine: 254, Brossura

Copertina: Plastificata lucida con alette

15,00 €
Tasse incluse

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Che in Sicilia l'estate duri quasi sei mesi è una regola fissa senza alcuna eccezione.

Eppure quella del 2019 era stata, a suo modo, differente dalle altre. L'alternarsi di vento e di piogge improvvise aveva messo seriamente alle corde la proverbiale canicola sahariana alla quale i siciliani sono avvezzi da sempre.

A Racitta, poi, era andata anche peggio: il piccolo borgo a livello del mare, meta consueta del turismo agostano, di estate quell'anno ne aveva vista assai poca a parte qualche scampolo raro verso fine settembre.

Un fatto inconsueto per le persone del posto, per quei paesani miti e abitudinari che le stranezze le guardavano di sghimbescio.

Come se non bastasse, a quell'estate bizzarra era seguita anche un'altra stramberia: nel giro di poche settimane, le tre banche del paese erano state rapinate da cima a fondo.

Mai i racittesi avevano assistito a fatti del genere.

Poi, all'improvviso, ancora un'altra stranezza, quel funerale da ricchi: uno di quelli con carro e cavalli, talmente maestoso e al tempo stesso solenne da suscitare nei vivi quasi un moto d'invidia per il povero morto, il quale, di suo, povero in canna lo era stato davvero.

Dunque, oltre all'invidia si andava a sommare la curiosità di paese: chi aveva pagato quel gran funerale? Ma soprattutto, perché? 

A quest'ultima vicenda, più che a quella spinosa delle rapine, si interesserà il maresciallo Turi Di Dio, comandante della piccola stazione dei Carabinieri di Racitta, e lo farà più per noia che per zelo, preso com'è da tutta una serie di questioni private dalle quali rifugge, dal suo matrimonio a due passi dal crollo e da un incubo oscuro che ogni notte, puntuale, lo strappa via al sonno.

Fa il suo mestiere, e lo sa fare anche bene, ma la divisa gli sta sempre più stretta, stretta fino a stancarlo quasi quanto la vita, quasi quanto la gente, quasi quanto l'estate quando è lunga e bollente, quasi quanto l'amore quando è tiepido e ostile.

Così, sempre più spesso, si costringe a dei dolorosi rendez-vous con se stesso, a dei faccia a faccia severi con il Turi più vero, coi suoi quarantacinque anni, col passato ormai andato che alle volte ritorna, con le sue debolezze e le sue antiche paure. 

Si difende, Di Dio, come sa e come può, confortato dal cibo, dalla grappa barrique, dal tabacco Virginia che si rolla da solo, dalla musica in cuffia quando il mondo urla troppo, dall'amicizia fraterna col brigadiere Romano e dalla presenza paterna del capitano Morgante, un ex uomo di mare oramai novantenne, un mentore acuto tutto scienza e coscienza col vizio dei libri e della fotografia.

Tre rapine senza nome e un funerale inconsueto: due autentici rebus.

Sullo sfondo c'è il mare, una bella canzone, quattro donne e un amore per ciascuna diverso, i rimpianti maturi, i rimorsi bambini e un'estate ormai stanca che abdica all'autunno.

Sarà un sogno, il suo solito incubo, a guidare Di Dio verso la soluzione, a rivelargli la via da seguire, a condurlo per mano sul sentiero più irto che è il percorso abituale di qualsiasi verità e, più di tutto, a insegnargli come a volte il passato possa essere un tempo che arretra soltanto avanzando, lento, freddo e strisciante, come la coda di una lucertola.

L51

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